Non possiamo parlare di toponomastica senza riferirci alla storia antica della Valcuvia. Se osserviamo il suo aspetto geografico constatiamo che il suo nome, antichissimo, anche oggi le si addice.
“VALLIS CUM VIA” Valle con via che la percorre per tutta la sua lunghezza.
Alcuni vogliono far nascere il suo nome da Valle di Cuveglio o di Cuvio, ma è appurato che questa via di comunicazione verso il nord è certamente più antica dei due paesi.
I nomi degli abitanti di Cuveglio e Cuvio sono i più antichi. Il Salvini nelle “Noterelle di toponomastica lombarda collegò i nomi a “Cavitta” derivandoli dalla voce Covus che vuol dire Cavo per Cuvio e Coviglio e Covo per Cuveglio, applicati in epoca romana, per la loro posizione geografica, riparata dentro insenature. Chi dei due è il più antico è difficile dirlo. Sappiamo che questa antica via passava per Cuvio scendendo verso Cittiglio seguendo il fiume Boesio attraverso qua e là dai “Traveconi” passerelle in legno che attraversavano il fiume e le zone paludose. (I primi ponti furono costruiti dagli austriaci nel 1700).
Cuveglio doveva essere un centro romano di rilevante importanza, lo confermano alcune scoperte archeologiche. I primi abitanti furono palafitticoli (scoperta fatta dal Prof. Leopolto Maggi tra Cuveglio e Cavona) che col ritirarsi delle acque dell’antico lago glaciale, si rifugiarono nel “Coviglio” e fondarono il primo centro urbano. Lo testimoniano alcune scoperte che portano nuova luce sulla storia antica della Valcuvia.
Alla estremità settentrionale del paese, ove la valle piega verso nord, proprio davanti al promontorio di S. Maria (sul quale il Maggi scoprì le palafitte) giace un antichissimo cimitero pagano di epoca anteriore a quella romana. Nel 1911 costruendo la strada provinciale si trovarono parecchie tombe che andarono disperse. Più tardi i proprietari ne scoprirono altre praticando degli sterri per piantagioni, inconsciamente ruppero vasi preziosi che erano nelle tombe e utilizzarono i lastroni che le circondavano e le coprivano per opere murarie. Furono devastate una ventina di tombe. Furono inoltre ritrovate delle monete, dall’Ing. Giovanni Da nielli, nel fondo detto “Crombella”.
Una relazione del Dr. Giuseppe Rigoli del 1949 parla della scoperta di numerosi vasi cinerari in località “Chioso di San Lorenzo” con alcune monete che il Gabinetto numistico dichiarò essere dell’imperatore Traiano – 120 d.c..
Queste scoperte portano in epoca romana, ma dimostrano che il paese aveva assunto una certa vastità e quindi la sua origine doveva essere remota.
CAVONA: da Covus, buco, nome di derivazione latina, quindi romana. Doveva essere un centro agricolo dipendente dalla vicina Coviglio. Luogo collinoso, ricco di cacciagione dove certamente gli uomini delle palafitte vangavano alla ricerca di selvatici.
VERGOBBIO: deriva da Vergobreto. Cesare così scrive nei commentari di guerra gallica:… Vergobreto era chiamato colui che fungeva da principe o da maggior magistrato del popolo degli Edui, tribù degli Elvezi … Vergobreto era Dumnorige potente personaggio eduo, nato nel Autonese la cui capitale era Autun paese situato tra al Loira e la Senna. Egli era generale di quella Cavalleria che gli Edui spedirono in aiuto di Cesare. Si mostrò sleale e per la sua perfidia fu messo a morte. Diviziaco, fratello di questo, pregò Cesare di salvarlo dalla morte, fu però regalato alla Gallia Cisalpina con la sua gente. Ivi giunto fondò alcuni villaggi a suo nome.